La sindrome navicolare si può curare?

La sindrome navicolare è una patologia che interessa principalmente gli arti anteriori del cavallo e che deriva dall’infiammazione (o degenerazione) dell’osso navicolare, un osso che si trova all’interno dello zoccolo, e dei tessuti circostanti.
Per anni si è parlato di navicolite poiché si pensava che la patologia interessasse solo l’osso navicolare, poi con il tempo si è iniziato a parlare di sindrome navicolare perché si è capito che la patologia coinvolge anche i tessuti molli, ed in particolare il tendine flessore profondo e dei piccoli legamenti che si trovano vicino all’osso navicolare.

La zoppia è il sintomo evidente

Il sintomo evidente è la zoppia, derivante dal dolore infiammatorio, e che si manifesta con alternanza di appoggio da un arto all’altro (se interessa entrambi gli arti) e da appoggi brevi e prevalentemente in punta dello zoccolo. Zoppia che può constatarsi sia su terreno morbido che su terreno duro.

Anche se la zoppia è un sintomo evidente, ricordiamo che la sindrome navicolare deve essere diagnosticata esclusivamente dal Medico Veterinario, attraverso opportuna visita clinica e strumentale.

Le cause della sindrome navicolare

Le cause della sindrome navicolare possono avere origine genetica oppure essere delle “concause” che possono peggiorare la sintomatologia in essere.
Tra le prime, le principali sono la predisposizione di razza e la conformazione degli arti. Non solo il cavallo adulto è quindi soggetto a sindrome navicolare.

Tra le “concause” troviamo condizioni che derivano dallo “stile di vita” cui è soggetto il cavallo, ma non solo:

  • il trascorrere molte ore nel box: questa pratica contribuisce ad una pressione costante sul navicolare (intermittente, invece, se il cavallo è in movimento) e può compromettere la circolazione (e microcircolazione) del sangue a livello del piede;
  • sovrappeso;
  • lavoro troppo intenso;
  • pareggio e ferratura non corretti;
  • concussione, ovvero lo sbattere ripetutamente lo zoccolo a terra;
  • ischemia e trombosi.

La sindrome navicolare si può curare?

Purtroppo non esiste una cura definitiva per la sindrome navicolare.
Esistono dei farmaci che aiutano a gestire la fase infiammatoria più acuta e ad alleviare il dolore cronico, da somministrare in base alla terapia prescritta dal Medico Veterinario una volta fatta la diagnosi.

La sindrome navicolare non è tuttavia sempre invalidante poiché ci sono diversi stadi di gravità. Se il cavallo viene ben gestito, sia a livello di carico di lavoro che di routine quotidiana, e la patologia non è ancora così grave, l’animale può continuare a svolgere la sua normale attività.

Ci sono infatti degli accorgimenti di “stile di vita” che si possono adottare per evitare che il cavallo in fase cronica possa peggiorare ed andare incontro a zoppia. Tra questi:

  • movimento quotidiano, non trascorrere troppe ore in box;
  • controllo del peso-forma e corretta alimentazione;
  • fare un adeguato allenamento e riscaldamento al passo;
  • rallentamento del ritmo e del carico di lavoro dell’animale ed idoneo terreno di lavoro;
  • gestione del pareggio e della ferratura per migliorare l’appoggio del piede.

Equibar Hemofluid, un aiuto dalla natura

Quando si parla di gestione della sindrome navicolare, e quindi di gestione dell’infiammazione dell’osso navicolare e dei tessuti circostanti, è bene ricordare l’importanza fondamentale ricoperta dal buon funzionamento della microcircolazione nello zoccolo del cavallo.

A tal fine, oltre al movimento quotidiano, può essere utile anche utilizzare Equibar Hemofluid, per favorire un miglior afflusso ed una migliore irrorazione di sangue agli arti e agli zoccoli. Facile da somministrare perché a forma di barretta, Equibar Hemofluid è un mangime complementare 100% naturale formulato con erbe officinali dalle efficaci proprietà antiossidanti, fluidificanti del sangue e drenanti, il cui utilizzo regolare garantisce una graduale azione positiva sul sistema microcircolatorio dell’animale senza affaticare altri organi, come ad esempio il fegato.

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Articolo realizzato a solo scopo informativo e basato sulla nostra esperienza. Le informazioni contenute non intendono e non devono in alcun modo sostituire il parere del Medico Veterinario.